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Le risorse digitali sono diventate parte integrante della didattica anche e soprattutto in seguito all’emergenza del COVID-19 che ha sollecitato le istituzioni scolastiche a cercare nuove forme educative a distanza. I media e le applicazioni digitali, se ben sfruttate, possono svolgere un ruolo determinante nell’efficacia educativa, nella formazione alla cittadinanza e nell’integrazione scolastica. Il corso si rivolge ai docenti e agli educatori del progetto S.C.AT.T.I. (Scuola Comunità Attivazione Territori Innovazione), impegnati a contrastare sul territorio la povertà educativa attraverso il potenziamento della comunità educante.


I laboratori di Media Education del MED sono percorsi formativi di attività pratiche e progettazione educativa su ambiti specifici. Il laboratorio “La radio a scuola, la scuola in radio“ propone un modo diverso di fare scuola, grazie all’uso della radio intesa sia come strumento tecnologico da costruire insieme ai ragazzi, sia come mezzo di diffusione di contenuti attraverso la progettazione di format originali. Grazie ad essi, il docente potrà proporre la rielaborazione in versione radiofonica dei contenuti oggetto di studi curriculari (compreso l’inglese) o relativi a problematiche sociali: educazione alla legalità, lotta non violenta alle mafie, inclusione, intercultura, rispetto dell’ambiente e della persona, attenzione al territorio, attraverso l’approfondimento delle tradizioni culturali locali. I corsisti realizzeranno un compito di realtà che consisterà nella realizzazione di un format radiofonico didattico sulla base del progetto pluriennale Radio Panetti dell’ITT “Panetti Pitagora” di Bari. Il Corso, condotto da Antonio Curci e Maria Raspatelli, si svolgerà in modalità FAD con attività sincrone e asincrone, con predominanza delle attività asincrone sul totale delle ore.

I laboratori di Media Education del MED sono percorsi formativi di attività pratiche e progettazione educativa su ambiti specifici. Il corso su “La fotografia per educare al benessere e alla libertà“ propone un uso attivo della fotografia in chiave educativa. Il rapporto uomoambiente non sempre si presenta oggi, come tradizionalmente percepito, in uno spazio fisico, ma più frequentemente in uno spazio virtuale, dove le immagini fotografiche risultano essere elemento pervasivo ed invasivo, affascinante, ma anche subdolo e disorientante. Frequentemente ambigue e curiose esse necessitano, per tutte le generazioni, di una attenta abilità di lettura per essere oggetto di benessere e per contribuire allo sviluppo di soggetti liberi nella percezione e nelle scelte di lettura dei contenuti, espliciti e nascosti. Pertanto, non si rende necessario solo un’analisi per verificare la qualità di una fotografia (es. fuoco, formato, inquadratura, soggetto…), ma considerare l’uso che se ne vuol fare e l’impatto emotivo che si intende stimolare. Il Corso, condotto da Angela Bonomi Castelli e Stefano Aliquò, si svolgerà in modalità FAD con attività sincrone e asincrone, con predominanza delle attività asincrone sul totale delle ore

I laboratori di Media Education del MED sono percorsi formativi di attività pratiche e progettazione educativa su ambiti specifici. Il laboratorio sul gioco si propone di recuperare le valenze tipiche dell’attività ludica spontanea informale per poi inserirle in modo naturale in precisi progetti didattici. Il gioco diventa così uno “spazio di affinità” dove le qualità di intrattenimento, tipiche dei media, si coniugano al processo educativo. Il Laboratorio, condotto da Carlo Meneghetti e Jacopo Masiero, si svolgerà in modalità FAD con attività sincrone e asincrone, con predominanza delle attività asincrone sul totale delle ore.

I laboratori di Media Education del MED sono percorsi formativi che prevedono sia attività pratiche che progettazione educativa su ambiti specifici. Con la digitalizzazione dei servizi e la raccolta dei dati di ricerca nello spazio pubblico; così come con il paradigma dell'Internet of Things in cui sempre più dati provenienti dalle attività quotidiane vengono raccolti in diversi modi, l’alfabetizzazione ai dati si presenta come una necessità emergente per il LifeLong Learning (Raffaghelli, 2017). In questo contesto, si sono aperte linee di entusiasti promotori delle abilità tecniche di estrazione, manipolazione e utilizzo predittivo dei dati, associati a sistemi di intelligenza artificiale. Più recentemente sono state individuati rischi e ineguaglianze insite in queste operazioni. In questo senso, risulta meno evidente ad oggi di quali competenze critiche si debbano dotare docenti, studenti, cittadini, nel far fronte ai rischi della “datificazione” nella vita personale e nello spazio sociale. In ambito didattico, due sono le linee che possiamo adottare per coltivare le literacies necessarie per conoscere, decostruire e comprendere i sistemi di dati, ovvero, “I dati dietro le quinte”. Da una parte, esplorare il presupposto che i dati, e in particolare i dati aperti possano attivare non solo l’acquisizione di skills tecniche, ma anche di forme di consapevolezza e partecipazione civica. Dall’altra promuovere la comprensione su tutte le forme di tracciamento e manipolazione dei dati a partire dalle piattaforme private attraverso le quali ci muoviamo nei percorsi quotidiani, i cui meccanismi sono a tutt’oggi oscuri e poco visibili (Raffaghelli, 2018a, 2018b, 2019). Questa strategia richiede l’impegno della scuola, in quanto le esigenze di alfabetizzazione ai dati sono disciplinari e pedagogiche. Risulterà necessario promuovere l’innovazione didattica. Gli approcci critici ed etici ai dati implicano spazi di dialogo all'interno di una congiuntura di esigenze tecniche e sociali. Inoltre occorre la cura dell'interdisciplinarietà in una scuola aperta alla comunità, per pensare e comprendere le differenze tra "Psiche e Techné", prendendo in prestito la concettualizzazione di Umberto Galimberti sul problema del equilibrio tra umano e non umano, tra etica / scienze umane e sociali e progresso tecnologico. Il laboratorio tratterà queste problematiche attraverso un approccio riflessivo e creativo. Il Corso, condotto da Juliana Raffaghelli e Isabella Bruni, si svolgerà in modalità FAD con attività sincrone e asincrone, con predominanza delle attività asincrone sul totale delle ore.